testimonianze dei volontari

Khadija Sadid

“Se mi chiedessero perché lo faccio, non saprei esattamente cosa rispondere… ma la prima cosa che mi verrebbe da dire è che lo faccio per restituire un minimo di ciò che hanno fatto gli altri con me quando ne avevo bisogno, la vita è stata estremamente generosa con me e sento per ciò che devo anche io a mia volta continuare la catena… Perché secondo me dare è la migliore forma di comunicazione che ci possa essere, dare ciò che possiamo dare e farlo senza aspettarsi nulla in cambio può dare dei frutti inaspettati. Ho deciso di contribuire al progetto “doposcuola” perché secondo me i bambini di oggi saranno gli uomini e donne di domani, e credo saldamente che se si riesce a dare loro dei sani principi e valori si possa sperare di costruire una società ancora migliore, una società fatta da diversi volti, diverse culture, diversi interessi, una società ricca di valori e sapori, perché credo che la diversità sia una ricchezza e non un qualcosa che penalizza. … Questi ragazzi non sono dei marziani, sento che sono semplicemente persone che hanno bisogno di qualcuno creda in loro e li tratti con rispetto, sono carichi, sono vivacissimi, sono uno diverso dall’altro e soprattutto sono pieni di vita. Sento che si può fare un ottimo lavoro con questo progetto o per lo meno ci proviamo tutti assieme, condividendo pensieri, punti di vista, confrontandoci e mettendoci tutto l’impegno e l’energia possibile…. ed è per questo che ho deciso di farne parte….”

 
nuccia ciambrone

“Durante il corso della mia adololescenza ho visto varie volte gli adulti rendersi portatori di idee e valori non del tutto giusti secondo me. Essi miravano all’ambizione di essere “più furbi”, alla presunzione di affermarsi più grandi, con più vissuto alle spalle e perciò più sapienti e arrogantemente capaci di insegnare qualcosa ai più piccoli. Tali personalità le trovavo in famiglia, tra conoscenti, ma non erano il modello a cui io volevo ispirarmi. Non volevo essere l’ennesima persona che tenta di realizzarsi calpestando i sentimenti degli altri. Volevo obbedire solo alla mia coscienza, ciò che fosse giusto per me. Il progetto del doposcuola è la straordinaria prova di come ci possa essere un meraviglioso doppio rovesciamento dei ruoli, nel quale i ragazzi sono trasmettitori a noi educatori, di valori come l’aiuto reciproco, la solidarietà, la condivisione e la riconoscenza. Ciò che potenzia maggiormente i piccoli grandi gesti dei ragazzi è che li compiono inconsciamente, senza presunzione e arroganza, ma caramellati da una pura sincerità. Il doposcuola è fatto anche di risate, pianti, sgridate, giochi, scherzi, incomprensioni e allegria, ma come in una famiglia si superano in modo costrutttivo i momenti più difficili. insieme. Crescendo e arrivando a un altro momento di gioia condivisa. La seconda metà del rovesciamento a cui mi riferivo in precendenza è la nostra, di noi educatori, poichè anche noi siamo l’esempio di una realtà diversa, unica, la quale offre che un’alternativa è possibile, esiste. Sono contenta di far parte di questo piccolo mondo che stiamo costruendo con principi profondi e valori umani. Un mondo che agli altri regala una sguardo, un sorriso o una parola e non solo l’indifferenza. Mi auguro che tanti piccoli altri mondi possano crescere arrivando a formare una bella galassia.”

 

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