Il pericolo della "Retorica della Memoria": Casa Cervi, Moni Ovadia e Luca Vecchi

August 3, 2014

Il 27 luglio, a Casa Cervi, il Sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi era sul palco assieme a Moni Ovadia, durante la premiazione dei vincitori del tredicesimo Festival del Teatro di Resistenza.

 

Moni Ovadia, chiamato – prima del suo spettacolo – a parlare di memoria, ha messo in guardia i presenti da un pericolo molto reale: “la retorica della memoria”, ossia l’utilizzare l’argomento della memoria in modo strumentale, spogliandola di ogni significato e soprattutto non mettendola al servizio del presente.

Come quei “farabutti”, dice Ovadia, che il giorno della Memoria escono da Auschwitz, si fanno una foto davanti al cartello d’ingresso e dichiarano: “Mi sento israeliano”. E’ da farabutti perché lo fanno per “avere qualche consenso in più a livello internazionale, ma truffano, irridono la memoria, ne fanno scempio”, aggiungendo che nessuno di loro dice che si sente zingaro, handicappato, slavo, omosessuale, e nemmeno antifascista, nonostante fossero tutti perseguitati dal nazi-fascismo, che ne ha sterminati a milioni. Questi farabutti dicono che definirsi antifascisti è troppo impegnativo, perché l’antifascismo è divisivo – “ma questa è un’oscenità, questo è uno sconcio”, sottolinea Ovadia; omettono di dire che è stato l’antifascismo, con il sangue dei nostri partigiani, a far chiudere i campi di concentramento, a creare le condizioni che hanno fatto nascere la Costituzione Repubblicana e la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

I Cervi si sono sacrificati per noi, perché si sono ricordati di noi, hanno avuto memoria del futuro: volevano un futuro diverso, per noi. Possiamo noi dimenticarci di loro e della loro lezione? (…) Stiamo attenti. Non possiamo far passare in cavalleria certe cose (…). Questo luogo è importante, questa memoria costruisce il futuro… e qual è il futuro di questa memoria? Si chiama pari dignità, pari diritti, uguaglianza, libertà per tutti gli esseri umani su questa terra”.

Su queste note, mi sono diretta verso il neo-eletto sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi (PD), appena sceso dal palco.

Alla luce della tremenda situazione a Gaza, delle denunce nei confronti di Israele notoriamente portate avanti anche dallo stesso Moni Ovadia e, soprattutto, della complicità dell’Italia al massacro in atto – di cui valida testimonianza sono l’astensione del 23.07.2014, in sede ONU, al voto per l’istituzione di una commissione d’inchiesta sui crimini di guerra d’Israele durante l’operazione Barriera Protettiva, gli accordi militari tra Roma e Tel Aviv del 2005 e 2012 e la fornitura di armi italiane a Israele -, mi sono sentita di chiedere al Sindaco della mia città come avesse intenzione di mettere in pratica quella “memoria che costruisce il futuro” appena nominata da Ovadia tra gli applausi generali, quella memoria il cui risultato deve essere un mondo in cui tutti gli esseri umani siano liberi ed eguali.

Nello specifico, gli ho parlato del Consiglio Comunale di Parma, che qualche giorno prima aveva approvato una mozione di condanna nei confronti dei crimini di guerra d’Israele durante quest’ultima aggressione sul popolo inerme di Gaza. Gli ho detto che, forse, di motivi per riunire il Consiglio Comunale ce ne sono sempre, nonostante la scelta della nuova Giunta di non iniziare a farne prima di settembre, e gli ho chiesto se avessero intenzione di approvare una mozione di denuncia come quella di Parma.

Luca Vecchi: “Quello, lo possiamo fare il primo settembre. Anche se spero che, a quel punto, la guerra sarà già finita”.

Gli chiedo se posso pubblicare questa sua affermazione sul sito dell’associazione di cui faccio parte, Partecipazione. Lui mi risponde che, per arrivare ad una mozione da votare, occorre prima un lavoro di stesura della stessa, lavoro che richiede tempo e che deve fare il Consiglio Comunale, non lui come Sindaco, ma che si impegnerà per spingere in questa direzione.

E questo”, chiedo ancora, “posso scriverlo? Che il Sindaco si impegna a far pressione sul Consiglio Comunale affinché, a settembre, proponga un testo di denuncia per i crimini di guerra d’Israele?”.

Luca Vecchi: “Sì, scrivilo. Scrivi che mi hai sensibilizzato su questa possibilità”.

Prima di andarsene, mi chiede di incontrarci, per parlare di questo tema e di quello dei senza dimora, che la nostra Associazione – oltre ad affrontarlo direttamente, attraverso il Centro d’ascolto e guardaroba d’emergenza attivo da ottobre 2013 e, prima, all’interno dei dormitori aperti durante le emergenze-freddo -, sta portando all’attenzione dell’amministrazione e dei media ormai da tre anni, assieme ad altre realtà locali, putroppo senza molti risultati.

Ci accordiamo per sentirci nelle prossime settimane.

Cosa dire, Luca Vecchi? Dimostrarti degno della Memoria che la tua terra e le tue origini portano con sé, senza perderne il significato e cadere nella “retorica della memoria“, dipende da te – sono abbastanza tranquilla di non offenderti, dando del “tu” a te che hai portato avanti una campagna elettorale con lo slogan “Con Luca, vince la città”.

Nonostante la mia disillusione e il mio scetticismo, dovuti soprattutto all’esperienza di due – brevi ma significativi – anni di attivismo a Reggio Emilia – soprattutto nell’ambito del diritto alla casa -, se avrai la volontà e sarai in grado di non entrare nella cerchia dei “farabutti” che si fanno interpreti di quella famigerata retorica, sarò in prima fila a sostenerti. In caso contrario, invece, sarò – saremo – sempre in prima fila, perchè certe cose non si possono “far passare in cavalleria”.

Non sei diventato il Sindaco di una città in cui non sono più rimasti cittadini vigili e informati, cittadini che hanno a cuore quei bei frutti consegnatici in eredità dall’antifascismo: i principi espressi nella Costituzione italiana e nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Non sono tantissimi, ma ci sono. E sono pronti a lottare, affinchè quell’eredità venga mantenuta, conservata, rispettata e applicata.

 

Articolo di Chiara Casoli

Associazione Culturale Partecipazione

 

 

 

Fonti:

 

Per il Consiglio Comunale di Parma che condanna i crimini di Israele:http://www.gazzettadiparma.it/gallery/204559/Palestinesi—No-alla-repressione.html ehttp://www.peacelink.it/palestina/a/40444.html

 

Per l’astensione dell’Italia al voto all’Onu del 23 luglio 2014: http://www.rivistaeuropae.eu/esteri/esterni/gaza-indagine-onu-leuropa-si-astiene/

 

Per le forniture di armi italiane a Israele: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/31/gaza-i-caccia-israeliani-si-esercitano-in-sardegna/1077549/

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