La Mafia è merda: Comunicato di Solidarietà a Gianluigi

March 21, 2014

L’associazione culturale Partecipazione esprime totale solidarietà nei confronti del suo associato Gianluigi Iembo e della sua iniziativa svoltasi il 18 marzo 2014 a Reggio Emilia, con la quale intendeva manifestare il proprio sdegno per l’agguato di mafia che ha provocato la morte di tre persone, tra le quali un bambino di due anni e mezzo.

Iembo, insieme ad altri giovani, ha provato ad esporre uno striscione, che riportava “BIMBO DI 3 ANNI UCCISO DALLA MAFIA. LA MAFIA E’ MERDA” dalla finestra della Biblioteca Panizzi, i cui funzionari hanno proibito l’iniziativa. Non riuscendo a comunicare con la Direzione della biblioteca, si è diretto in Comune per chiedere che lo striscione venisse appeso dalle finestre del primo piano dello stesso, anche solo per il tempo di scattare una fotografia da diffondere in rete, ma non c’è stato niente da fare. Anzi, è stato rimproverato, censurato, e più o meno velatamente, ammonito per l’illegalità del proprio gesto.

In un momento in cui l’indignazione massima per una notizia del genere consiste, per gran parte delle persone, in qualche frase di cordoglio davanti a un giornale (giusto il tempo di finire il caffè), lui ha messo da parte i libri di giurisprudenza per lanciare un messaggio pubblico alla mafia: questa non è casa vostra, vi stiamo combattendo, e vogliamo vincere.

Siamo fermamente convinti che la virulenza dell’anticultura mafiosa si combatta con quotidiane ed altrettanto virali prese di coscienza (e di posizione), per le quali manifestazioni estemporanee come quella di Gianluigi sono un ottimo e vitale spunto. Crediamo sia giusto manifestare quando lo suggerisce il cuore e quando lo impongono le circostanze, non soltanto quando lo prevede il calendario o, peggio, il copione.

Un Comune come quello di Reggio Emilia, che si fa vanto del proprio impegno contro le mafie, non ha avuto l’elasticità (o magari la volontà) di sostenere un proprio giovane cittadino che in ogni occasione in cui c’è stata la possibilità, non ha mai esitato nel metterci la faccia e prendere pubblica posizione di denuncia contro il cancro delle mafie, come singolo, e come attivista del collettivo “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie”. Un ragazzo che ha sempre dimostrato di essere portatore di sani principi democratici, di onestà, di coraggio, oltre che dotato di un intrinseco e contagioso entusiasmo.

Vergognosa la risposta che ha ricevuto dall’Istituzione, indipendentemente da quali mani e voci è pervenuta: non soltanto è stato lasciato solo, ma anzi minacciato di denuncia penale.

Un territorio il nostro, che ha più volte azzardato la creazione di pericolosi bivi storici quali “resistenza contro le mafie” o “25 aprile contro le mafie” addirittura “partigiani della legalità”, accostando la resistenza al nazifascismo alla lotta alla mafia: un’ambiguità storica che rischia di snaturare il significato di entrambe le lotte, per le quali si possono sì ravvisare analogie, ma innegabili differenti radici culturali e contesti.

Esprimersi, “manifestare” sempre e solo nel seminato e durante gli “eventi appositi” appiattisce le collettività, tende a conformare, ad uniformare. Abitua a dire, fare, pensare, solo quando è concesso farlo, e non quando ciò viene spontaneo. Partecipare alla vita politica della propria collettività ed essere attore principale significa anche farsi carico di smuovere le coscienze sopite dei propri concittadini. Anche quando non è del tutto conveniente o politically-correct farlo.

Siamo pertanto orgogliosi che a Reggio Emilia vivano e militino persone come Gianluigi e tutti gli altri ragazzi e ragazze che come lui hanno scelto di non abbassare la testa contro un’entità brutale, subdola, e mai in mezzo a noi come oggi. Un’entità che si combatte con piccole scelte nella propria quotidianità, e non soltanto con le parate in ghingheri. Ci fa rabbrividire il solo pensiero che sia lui a doversi scusare con la propria amministrazione per l’improvvisata in Comune. Semmai, che sia il contrario, per non essere stati capaci di accogliere l’entusiasmo di un ragazzo di 20 anni portatore di tanta bellezza. Vogliamo pertanto onorare il gesto di questo giovane, entusiasta, spesso irruento ma, soprattutto, “puro di cuore” amico.

 

Associazione culturale Partecipazione

 

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