L' origine del nome

 

Partecipazione è anche un acronimo, che racchiude buona parte delle motivazioni che ci hanno spinti a dare vita, ed alimentare con dedizione, questo progetto, che ricordiamo -e non temiamo di ammettere- essere rivolto sì alla collettività, ma anche e soprattutto a noi stessi, in un’ottica di miglioramento personale, ed una sorta di mutuo soccorso morale nei momenti di difficoltà e bisogno.

 

PART / PARTEGGIARE – PRENDERE PARTE,

 

perché crediamo che l’indifferenza sia il substrato assai fertile per tutto ciò che non è buono ed utile alle collettività. Substrato da cui non può nascere altro che ignoranza, paura, diffidenza.. e su cui coloro che hanno a cuore esclusivamente il mantenimento dei propri privilegi, tutele e potere, possono costruire e consolidare facili verità di comodo, facendo leva, nel peggiore dei casi, sull’odio. l’Indifferenza delle masse, è forse la principale causa del fallimenti di chi prende parte in una buona direzione, e verso un reale cambiamento. Incoraggiare a prendere parte, ripudiando i “mah, non so”, può davvero fare la differenza.

 

" Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare.  Antonio Gramsci – 11 febbraio 1917

 

E / ETICA

perché le nostre azioni sono rigorosamente dettate da una forte etica. Il nostro obiettivo è crescere e migliorarci, sostenerci reciprocamente, consci del “io sono in virtu di ciò che noi tutti siamo” (presa in prestito dalla filosofia subsahariana Ubuntu), e di riflesso chi abbiamo intorno, tentando di elevare al contempo la soglia della corruttibilità di quante più persone possibili. Tentare senza presunzione, mediante le nostre azioni, progetti e movimento, di ri-educare ad un integrità morale in grado di far dire NO al comodo che inganna. E nell’informazione, impegnarci nel cercare di riportare la verità dei fatti senza compromessi. Un’informazione indipendente, per non dover rendere conto a nessuno di ciò che scriviamo, se non ai lettori o alla giustizia, e non a partiti politici o gruppi di potere. Con coraggio. Liberi e indipendenti.

 

“Io ho un concetto etico del giornalismo. Ritengo infatti che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza della criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente allerta le forze dell’ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo” Giuseppe Fava. 11 ottobre 1981

 

C / COSTITUZIONE

 

perché pur riconoscendo a tutti un margine di discussione ed intepretazione, è comunque l’atto Costitutivo più completo e invidiato dalle altre nazioni del mondo. Perché una copia della Costituzione della Repubblica Italiana, era aperta sul tavolo in sede di redazione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Perché è una legge, ma prima di tutto la materializzazione di un bagaglio altissimo di idee e ideali messe al tavolo e discusse tra anime estremamente eterogenee tra loro.

 

“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione” Piero Calamandrei – Discorso ai giovani – 26 gennaio 1955

 

I / INFORMAZIONE 

 

perché un popolo disinformato, non sarà mai completamente libero, al contrario, un popolo correttamente informato, possiederà gli strumenti e le chiavi di lettura necessarie alla reale comprension di qualsiasi progetto politici, senza lasciare che le azioni o il voto siano dettati dalla pancia o dal parolaio di turno, peggio ancora se basa la propria campagna elettorale sulla paura del diverso. Una corretta informazione, è reale strumento di lotta contro le guerre e l’odio razziale. Combattere l’ignoranza, significa spenderci per contribuire al risveglio delle coscienze (inteso come percorso di crescita reciproca assieme alle persone a cui ci rivolgiamo) che darà vita al vero cambiamento. Senza una corretta informazione, la democrazia stessa -se indotta e indottrinata-, è arma nelle mani dei potenti, a maggior ragione se controllano i media, utilizzando l’ “informazione” di regime come vero e proprio strumento di controllo e indirizzamento dell’opinione dell masse, e quindi dei risultati elettorali.

 

“certe volte le persone pagano con la vita il fatto di dire ad alta voce ciò che pensano. voglio fare qualcosa per gli altri, usando il giornalismo” – Anna Politkovskaja

 

P / POLITICA

 

Non appoggiamo alcun partito, ma poiché agiamo in  un contesto sociale, ove ogni nostra azione, parola, gesto o silenzio incide nelle relazioni interpersonali ed incide nell’ambiente circostante, riteniamo che ogni essere umano sia un educatore. Pertanto ogni azione, parola o pensiero incide nel tessuto sociale e nel contesto. pertanto, consapevoli di fare politica semplicemente vivendo, ci spendiamo affinchè ogni singolo individuo possegga gli strumenti necessari e le chiavi di lettura per analizzare e comprendere qualsiasi programma politico. I bambini vedono e imparano. Ma anche gli adulti.

 

“In democrazia nessun fatto di vita si sottrae alla politica” – Mahatma Gandhi

 

AZIONE

 

perché proteste e  lamentele non possono essere il culmine dell’indignazione. Abbiamo deciso di cambiare il nostro modo di vedere le cose. E dare vita ad un “qualcosa” di concreto, che contribuisca a risvegliare curiosità, attenzione, e voglia di accedere e ricercare un’informazione reale, dal basso, dal cuore della questione, dalla piazza alla rete, e dalla rete a chi non può utilizzare internet. Perché la curiosità è movimento. Il movimento produce energia. Ma soprattutto,

 

“se non ti muovi, non ti rendi conto delle catene che hai” – Rosa Luxemburg.

 

 

..concludendo con un pensiero di Sabina Guzzanti, circa la linea che adotteremo nelle nostre azioni, e che ben descrive la nostra idea di Associazione Culturale: 

 

" l’opposto di “cultura” non è “ignoranza”, ma “tristezza”; il potere ci vuole tristi e ci opprime attraverso la tristezza."

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